Aggiornata il 14 ottobre 2026 · Studio C&A Legal Consulting · Diritto penale

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Richiedi una valutazione del caso(si apre WhatsApp)Cos'è il decreto penale di condanna
È un procedimento speciale (artt. 459 e seguenti c.p.p.) con cui il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, condanna l'imputato senza udienza e senza contraddittorio. Si usa per i reati procedibili d'ufficio o a querela quando il pubblico ministero ritiene di dover applicare solo una pena pecuniaria, anche in sostituzione di una pena detentiva. Dopo la riforma Cartabia la richiesta va presentata entro un anno dall'iscrizione della notizia di reato.
La pena può essere diminuita fino alla metà rispetto al minimo previsto dalla legge. Quando la pena detentiva è sostituita con quella pecuniaria, ogni giorno di reclusione è convertito secondo un valore giornaliero che il giudice determina tra 5 e 250 euro, tenendo conto delle condizioni economiche dell'imputato.
Pagare con lo sconto di un quinto o fare opposizione
La riforma Cartabia ha introdotto un incentivo: entro 15 giorni dalla notifica del decreto il condannato può pagare la pena pecuniaria ridotta di un quinto, rinunciando all'opposizione (art. 460, comma 5, c.p.p.). Il decreto deve contenere l'avviso di questa possibilità.
Il decreto, anche quando diventa definitivo, ha effetti limitati: non comporta il pagamento delle spese del procedimento né pene accessorie e non fa stato nei giudizi civili o amministrativi. Inoltre il reato si estingue se, dopo aver pagato, il condannato non commette un delitto della stessa indole entro 5 anni, o una contravvenzione della stessa indole entro 2 anni se il decreto riguarda una contravvenzione.
Pagare però significa accettare la condanna, che resta iscritta nel casellario giudiziale fino all'estinzione. Se si ritiene di non aver commesso il fatto, o se la condanna può avere conseguenze sul lavoro, sulla patente, sui permessi o su concorsi e gare, l'opposizione va valutata seriamente.
L'opposizione al decreto penale entro 15 giorni
L'opposizione si propone entro 15 giorni dalla notifica, con dichiarazione depositata nella cancelleria del giudice che ha emesso il decreto, personalmente o tramite il difensore. Superato il termine il decreto diventa esecutivo. Con l'opposizione l'imputato può chiedere:
- il giudizio immediato, cioè un processo ordinario davanti al giudice del dibattimento;
- il giudizio abbreviato, che si decide allo stato degli atti con uno sconto di pena in caso di condanna;
- l'applicazione della pena su richiesta, il cosiddetto patteggiamento;
- l'oblazione, nei reati per cui è prevista;
- la sospensione del procedimento con messa alla prova.
Cosa succede dopo l'opposizione
Con l'opposizione il decreto viene revocato e il procedimento prosegue con il rito scelto. Se non viene indicato alcun rito, si procede con giudizio immediato. Il giudice non è vincolato dalla pena del decreto: all'esito del processo può assolvere, ma può anche condannare a una pena diversa, persino più grave, e revocare i benefici concessi.
Per questo l'opposizione non è una mossa automatica: va decisa dopo aver letto gli atti del fascicolo, valutato le prove e confrontato le alternative, tra cui la messa alla prova, che in caso di esito positivo estingue il reato senza condanna.
Cosa fare appena ricevuto il decreto
Quindici giorni sono pochi, anche perché per scegliere servono le carte. Conviene rivolgersi subito a un avvocato penalista, portando il decreto notificato e la busta o la relata di notifica, che prova la data da cui decorre il termine. Il difensore può esaminare il fascicolo, verificare la correttezza della notifica e del calcolo della pena e indicare se convenga pagare con lo sconto, chiedere un rito alternativo o difendersi nel merito.
Se il decreto riguarda un reato procedibile a querela, è utile verificare anche se la querela è stata presentata nei termini e se è possibile una remissione, magari dopo un risarcimento alla persona offesa: in quel caso il reato si estingue. Se invece la pena pecuniaria non può essere pagata in un'unica soluzione, si può chiedere il pagamento rateale in base alle proprie condizioni economiche. Ogni opzione va valutata prima che scadano i 15 giorni, perché dopo le alternative si riducono molto.
Domande frequenti
Quanto tempo ho per fare opposizione al decreto penale di condanna?
15 giorni dalla notifica del decreto. Scaduto il termine senza opposizione, il decreto diventa esecutivo.
Se pago il decreto penale ho uno sconto?
Sì. Dopo la riforma Cartabia, se paghi la pena pecuniaria entro 15 giorni dalla notifica rinunciando all'opposizione, l'importo è ridotto di un quinto.
Il decreto penale di condanna va sulla fedina penale?
Sì, è iscritto nel casellario giudiziale. Il reato si estingue se, dopo il pagamento, non si commette un reato della stessa indole entro 5 anni per i delitti o 2 anni per le contravvenzioni.
Con l'opposizione rischio una pena più alta?
Sì. Dopo l'opposizione il giudice non è vincolato alla pena del decreto e può anche applicarne una più grave. Per questo la scelta va valutata con il difensore.
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Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un avvocato sul caso concreto.
