Aggiornata il 17 ottobre 2026 · Studio C&A Legal Consulting · Diritto penale

Hai un caso simile?
Scrivici su WhatsApp: un avvocato valuta la tua situazione e ti dice come procedere.
Richiedi una valutazione del caso(si apre WhatsApp)Quando c'è diffamazione
Commette diffamazione chi, comunicando con più persone, offende la reputazione di una persona assente (art. 595 c.p.). È punita con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro; le pene aumentano se si attribuisce un fatto determinato.
Se l'offesa è rivolta direttamente alla persona presente, si parla di ingiuria: dal 2016 non è più reato ma un illecito civile, per cui si può chiedere il risarcimento davanti al giudice civile.
Offese su internet e social network
Per la giurisprudenza, un post o un commento pubblicato su un social network, un blog o un sito accessibile a molte persone integra la diffamazione aggravata dall'uso di un mezzo di pubblicità, punita con la reclusione da 6 mesi a 3 anni o con la multa non inferiore a 516 euro. Anche i messaggi in una chat di gruppo possono costituire diffamazione.
Non ogni giudizio negativo è diffamazione: il diritto di critica e di cronaca, comprese le recensioni negative, è lecito se si basa su fatti veri, ha interesse pubblico e usa toni misurati. Il confine va valutato caso per caso.
La querela: entro 3 mesi
La diffamazione è punibile solo su querela della persona offesa, da presentare entro 3 mesi dal giorno in cui si è avuta notizia del fatto. Scaduto il termine non si può più procedere penalmente.
La querela si presenta alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri o alla Polizia, compresa la Polizia Postale per i fatti avvenuti online. Può essere presentata anche tramite un avvocato, che può curare la ricostruzione dei fatti e l'indicazione delle prove.
Querela o denuncia per diffamazione: che differenza c'è
Nel linguaggio comune si dice spesso "denuncia per diffamazione", ma lo strumento corretto è la querela: l'atto con cui la persona offesa chiede che il responsabile venga punito. Senza querela il procedimento non parte. La denuncia, invece, è la segnalazione di un reato perseguibile d'ufficio, che chiunque può presentare.
La querela può essere ritirata con la remissione: se il querelato la accetta, il reato si estingue. Per questo, prima o durante il procedimento, le parti possono anche trovare un accordo, per esempio con scuse pubbliche e un risarcimento.
Cosa scrivere nella querela
Una querela chiara e completa aiuta la Procura a valutare subito il caso. Di solito contiene:
- i dati della persona offesa e un recapito;
- il racconto dei fatti con date, luoghi o piattaforma usata;
- le frasi offensive riportate testualmente;
- il nome dell'autore, se noto, oppure la querela contro ignoti;
- le prove raccolte e i nomi dei testimoni;
- la dichiarazione di voler procedere penalmente contro il responsabile;
- la richiesta di essere avvisati se il pubblico ministero chiede l'archiviazione, così da potersi opporre.
Cosa succede dopo la querela
La Procura iscrive la notizia di reato e svolge le indagini preliminari. Al termine può chiedere l'archiviazione, se ritiene che non ci siano elementi sufficienti, oppure esercitare l'azione penale e portare il caso davanti al giudice.
I tempi dipendono dal carico di lavoro dell'ufficio e possono essere di diversi mesi. Nel frattempo è utile conservare ogni nuova prova e non rispondere alle provocazioni, per non trasformarsi a propria volta in autori di offese.
Come raccogliere le prove
I contenuti online possono essere cancellati in pochi minuti: è importante conservarli subito, prima di chiederne la rimozione.
- screenshot completi con nome del profilo, data, ora e indirizzo della pagina;
- copia dei link e, nei casi più rilevanti, un'acquisizione certificata del contenuto;
- nomi delle persone che hanno letto o ascoltato le offese, che possono testimoniare;
- eventuali conseguenze concrete, come clienti persi o danni alla salute documentati.
Risarcimento del danno
Nel processo penale la persona offesa può costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento. In alternativa può agire davanti al giudice civile: il diritto si prescrive di regola in 5 anni dal fatto.
Per le domande di risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, prima della causa civile è obbligatorio il tentativo di mediazione.
Domande frequenti
Entro quanto tempo si presenta una querela per diffamazione?
Entro 3 mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto, non dal giorno della pubblicazione se lo ha scoperto dopo.
Un post offensivo su Facebook è diffamazione?
Sì, se offende la reputazione di una persona ed è visibile a più persone. Per la giurisprudenza è una diffamazione aggravata dall'uso di un mezzo di pubblicità.
L'ingiuria è ancora reato?
No, dal 2016 è un illecito civile. Chi è stato offeso in sua presenza può chiedere il risarcimento davanti al giudice civile.
Il termine di 3 mesi equivale a 90 giorni?
Non esattamente. Il termine si calcola secondo il calendario comune (art. 14 c.p.): scade nello stesso giorno del terzo mese successivo a quello in cui si è avuta notizia del fatto. Per esempio, se l'offesa è stata scoperta il 10 marzo, la querela va presentata entro il 10 giugno.
Quanto costa presentare una querela per diffamazione?
Presentarla alle forze dell'ordine o in Procura non costa nulla. Se ci si fa assistere da un avvocato, il compenso si concorda con il professionista in base al lavoro richiesto.
Si può querelare chi scrive da un profilo anonimo?
Sì, la querela si può presentare contro ignoti. Le indagini possono tentare di identificare l'autore attraverso i dati richiesti alle piattaforme.
Dopo quanto tempo arriva una denuncia per diffamazione?
Non c'è un tempo fisso. Chi è stato querelato di solito lo scopre quando riceve un atto del procedimento, per esempio l'avviso di garanzia o l'avviso di conclusione delle indagini. Per un delitto come la diffamazione le indagini preliminari durano di regola fino a un anno, con una possibile proroga, quindi possono passare diversi mesi.
Sono stato querelato per diffamazione: cosa devo fare?
Non contattare chi ti ha querelato e non cancellare i contenuti senza averne conservato una copia: possono servire alla tua difesa. Rivolgiti a un avvocato penalista, che valuterà le prove, l'eventuale diritto di critica o la verità dei fatti e la possibilità di una remissione della querela.
Approfondisci l'area Diritto penale oppure contatta lo studio nelle sedi di San Giuseppe Vesuviano, Angri e Brescia.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un avvocato sul caso concreto.
