Aggiornata il 10 ottobre 2026 · Studio C&A Legal Consulting · Diritto civile

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Richiedi una valutazione del caso(si apre WhatsApp)Il termine: 40 giorni dalla notifica
L'opposizione va proposta entro 40 giorni dalla notifica del decreto. In casi particolari il giudice può ridurre il termine fino a 10 giorni o aumentarlo fino a 60: il termine esatto è scritto nel decreto stesso, che va letto con attenzione.
Il termine è perentorio, ma si sospende dal 1° al 31 agosto. Se l'ultimo giorno cade di sabato o in un giorno festivo, scade il primo giorno lavorativo successivo.
Il decreto deve essere notificato entro 60 giorni da quando è stato emesso, 90 se il debitore risiede all'estero: se la notifica arriva oltre questo termine, il decreto perde efficacia.
Come si propone l'opposizione
L'opposizione si propone davanti allo stesso ufficio giudiziario che ha emesso il decreto, giudice di pace o tribunale, di regola con un atto di citazione notificato al creditore. In alcune materie, come le locazioni, si segue un rito speciale e l'atto ha forma di ricorso.
Con l'opposizione si apre una causa ordinaria in cui il creditore deve dimostrare pienamente il proprio credito e il debitore può far valere tutte le sue difese.
- il credito non esiste o è già stato pagato, in tutto o in parte;
- l'importo richiesto è sbagliato, per esempio negli interessi;
- il credito è prescritto;
- la merce o la prestazione aveva vizi o non è stata eseguita correttamente;
- il giudice che ha emesso il decreto non era competente.
Provvisoria esecuzione e sospensione
Se il decreto è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo, il creditore può procedere subito, senza attendere i 40 giorni. In questo caso, con l'opposizione, si può chiedere al giudice di sospendere l'esecuzione quando ricorrono gravi motivi.
Se invece il decreto non è esecutivo, il creditore può chiedere la provvisoria esecuzione durante la causa di opposizione, per esempio quando l'opposizione non si fonda su una prova scritta.
La mediazione nelle materie obbligatorie
Se il credito riguarda una materia per cui la mediazione è obbligatoria, come condominio, locazioni o contratti bancari e assicurativi, la mediazione va avviata dopo che il giudice ha deciso sulla provvisoria esecuzione.
L'onere di presentare la domanda di mediazione spetta al creditore che ha chiesto il decreto. Se non lo fa, il giudice dichiara improcedibile la domanda e revoca il decreto ingiuntivo.
Cosa succede se non ci si oppone
Scaduto il termine senza opposizione, il decreto diventa esecutivo e definitivo: il creditore può notificare il precetto e poi procedere al pignoramento di conto corrente, stipendio o beni.
Un'opposizione tardiva è ammessa solo se il debitore dimostra di non aver avuto tempestiva conoscenza del decreto per un'irregolarità della notifica, per caso fortuito o per forza maggiore. Per questo conviene far esaminare il decreto appena arriva, anche quando si pensa di dover pagare: a volte è possibile trattare un accordo prima che maturino altre spese.
Domande frequenti
Entro quanti giorni si fa opposizione a un decreto ingiuntivo?
Di regola entro 40 giorni dalla notifica, salvo un termine diverso indicato nel decreto. Il termine si sospende dal 1° al 31 agosto.
Cosa succede se non faccio opposizione?
Il decreto diventa definitivo: il debito non si può più contestare e il creditore può notificare il precetto e procedere al pignoramento.
Durante l'opposizione il creditore può pignorare?
Sì, se il decreto è provvisoriamente esecutivo o se il giudice concede la provvisoria esecuzione durante la causa. Il debitore può chiedere la sospensione per gravi motivi.
Chi deve avviare la mediazione nell'opposizione a decreto ingiuntivo?
Nelle materie in cui è obbligatoria, l'onere spetta al creditore che ha chiesto il decreto. Se la mediazione non viene avviata, il decreto viene revocato.
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Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un avvocato sul caso concreto.
