Aggiornata il 5 ottobre 2026 · Studio C&A Legal Consulting · Diritto civile

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Richiedi una valutazione del caso(si apre WhatsApp)Il primo passo: la diffida di pagamento
Prima di andare dal giudice si invia di solito una diffida, o messa in mora: una lettera raccomandata o una PEC che indica l'importo dovuto, il titolo del credito e un termine per pagare. Spesso basta a ottenere il pagamento o a impostare un piano di rientro.
La diffida ha anche effetti giuridici: fa decorrere gli interessi di mora e interrompe la prescrizione, cioè fa ripartire da zero il tempo entro cui il credito può essere fatto valere.
Il decreto ingiuntivo
Se il debitore non paga, lo strumento più usato è il decreto ingiuntivo: un ordine di pagamento emesso dal giudice senza una vera causa iniziale, sulla base di una prova scritta del credito. Il credito deve essere di una somma determinata, già scaduta.
Il giudice competente è il giudice di pace o il tribunale, a seconda dell'importo e della materia.
- fatture, accompagnate dagli estratti delle scritture contabili per le imprese;
- contratti, ordini firmati, preventivi accettati;
- riconoscimenti di debito, assegni o cambiali;
- parcelle dei professionisti, con il parere dell'ordine quando richiesto.
Opposizione e provvisoria esecuzione
Il debitore ha 40 giorni dalla notifica per proporre opposizione: in quel caso si apre una causa ordinaria in cui il creditore deve dimostrare il proprio diritto. Se non c'è opposizione, il decreto diventa definitivo.
Quando il credito si fonda su documenti particolarmente forti, come cambiali, assegni o atti notarili, il giudice può concedere la provvisoria esecuzione: il creditore può agire subito, senza aspettare i 40 giorni.
Precetto e pignoramento
Con un decreto definitivo o esecutivo si notifica l'atto di precetto, che intima il pagamento entro almeno 10 giorni. Se il debitore non paga si passa al pignoramento: conto corrente, stipendio o pensione nei limiti di legge, crediti verso terzi, beni mobili o immobili.
Prima di avviare un'azione conviene verificare la solvibilità del debitore: una causa vinta contro chi non ha nulla da pignorare può costare più del credito.
Attenzione alla prescrizione
Il termine ordinario di prescrizione è di 10 anni, ma per molti crediti è più breve: per esempio 5 anni per canoni di locazione, interessi e altre somme periodiche, e termini ancora più brevi per alcuni compensi professionali. Per questo è importante non lasciar passare troppo tempo e interrompere la prescrizione con una diffida scritta.
Domande frequenti
Quanto tempo ha il debitore per opporsi al decreto ingiuntivo?
40 giorni dalla notifica del decreto. Se non si oppone entro questo termine, il decreto diventa definitivo e si può procedere con precetto e pignoramento.
Serve una prova scritta per il decreto ingiuntivo?
Sì. Servono documenti come fatture con estratti contabili, contratti, ordini firmati, riconoscimenti di debito, assegni o cambiali.
Dopo quanto tempo si prescrive un credito?
In generale dopo 10 anni, ma molti crediti hanno termini più brevi, come 5 anni per canoni e interessi. Una diffida scritta interrompe la prescrizione.
Cosa si può pignorare al debitore?
Conto corrente, una parte dello stipendio o della pensione nei limiti di legge, crediti verso terzi, beni mobili e immobili.
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Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un avvocato sul caso concreto.
