Aggiornata il 14 ottobre 2026 · Studio C&A Legal Consulting · Diritto civile

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Richiedi una valutazione del caso(si apre WhatsApp)Cos'è il sovraindebitamento e chi può accedere alle procedure
Per il Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) il sovraindebitamento è lo stato di crisi o di insolvenza di chi non può accedere alla liquidazione giudiziale, cioè al vecchio fallimento. Non serve avere debiti enormi: conta lo squilibrio stabile tra quanto si deve e quanto si riesce a pagare con regolarità.
Possono accedere alle procedure, tra gli altri:
- il consumatore, cioè la persona fisica indebitata per scopi estranei alla propria attività professionale o imprenditoriale;
- il professionista e il lavoratore autonomo;
- l'imprenditore minore, che nei tre esercizi precedenti non ha superato le soglie di legge (attivo patrimoniale fino a 300.000 euro, ricavi fino a 200.000 euro annui, debiti anche non scaduti fino a 500.000 euro);
- l'imprenditore agricolo e le start-up innovative;
- i componenti della stessa famiglia conviventi, o con debiti di origine comune, che possono presentare un'unica procedura.
Il ruolo dell'OCC, l'Organismo di composizione della crisi
Tutte le procedure passano da un Organismo di composizione della crisi (OCC), iscritto in un registro tenuto dal Ministero della Giustizia. L'OCC nomina un gestore della crisi, che ricostruisce la situazione del debitore, verifica la documentazione, controlla se ci sono atti contestabili e redige una relazione che accompagna la domanda al tribunale.
La relazione indica anche le cause dell'indebitamento e la diligenza usata nell'assumere le obbligazioni: per questo è importante presentarsi con un quadro completo e veritiero. Il compenso dell'OCC è parametrato al valore della procedura e va considerato nel piano.
Per il primo incontro conviene preparare:
- elenco dei creditori con importi, contratti di finanziamento e piani di ammortamento;
- estratto di ruolo o situazione debitoria verso l'Agenzia delle Entrate Riscossione;
- dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni e ultime buste paga o cedolini della pensione;
- elenco dei beni, conti correnti, veicoli e immobili, con eventuali ipoteche;
- spese mensili necessarie per la famiglia e atti di pignoramento o precetti già ricevuti.
Le procedure: ristrutturazione dei debiti, concordato minore, liquidazione controllata
La ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67 e seguenti CCII) è riservata al consumatore. Con l'aiuto dell'OCC si propone un piano di pagamento, anche parziale e dilazionato, che il giudice omologa senza bisogno del voto dei creditori, se il piano è fattibile e il debitore non ha causato il sovraindebitamento con colpa grave, mala fede o frode. Il piano può prevedere anche la ristrutturazione dei debiti derivanti da cessione del quinto e, a certe condizioni, la prosecuzione del mutuo sulla casa di abitazione.
Il concordato minore (artt. 74 e seguenti) è lo strumento per professionisti, imprenditori minori e agricoltori che vogliono proseguire l'attività. Si propone ai creditori un pagamento anche parziale, con apporto di risorse esterne quando non si prosegue l'attività; a differenza della ristrutturazione del consumatore, serve l'approvazione dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto.
La liquidazione controllata (artt. 268 e seguenti) è la procedura di chiusura: il debitore mette a disposizione i propri beni, salvo quelli esclusi dalla legge, e la parte di reddito eccedente quanto serve al mantenimento suo e della famiglia, che il giudice determina. Un liquidatore vende i beni e distribuisce il ricavato ai creditori. Può chiederla il debitore e, a certe condizioni, anche un creditore.
L'esdebitazione: quando i debiti residui vengono cancellati
L'esdebitazione è l'effetto più importante: i debiti non pagati nel corso della procedura diventano inesigibili. Nella liquidazione controllata opera di diritto dopo 3 anni dall'apertura della procedura, o prima se la liquidazione si chiude, ed è dichiarata dal tribunale con decreto se non ci sono cause ostative, come aver commesso atti in frode ai creditori o non aver collaborato con il liquidatore.
Chi non ha nulla da offrire ai creditori, né oggi né in prospettiva, può chiedere l'esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII). È concessa una sola volta, alla persona fisica meritevole, su relazione dell'OCC. Se negli anni successivi al decreto arrivano utilità rilevanti, per esempio un'eredità, il debitore è tenuto a destinarle ai creditori nei limiti previsti dalla legge; i nuovi finanziamenti non contano come utilità.
Non tutti i debiti si cancellano: restano esclusi, tra gli altri, gli obblighi di mantenimento e alimentari, il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale e le sanzioni penali e amministrative pecuniarie non accessorie a debiti estinti. I debiti fiscali e contributivi possono invece rientrare nelle procedure, con alcune regole specifiche.
Pignoramenti, casa e tempi: quando muoversi
Con l'apertura della liquidazione controllata non possono essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali sui beni compresi nella procedura. Nella ristrutturazione dei debiti e nel concordato minore il debitore può chiedere al giudice misure protettive, come la sospensione dei pignoramenti in corso. Sono strumenti efficaci, ma vanno attivati prima che i beni vengano venduti o che lo stipendio sia trattenuto per anni.
Sulla casa la scelta della procedura è decisiva: nella liquidazione controllata l'immobile viene di regola venduto, mentre la ristrutturazione dei debiti può consentire, se ne ricorrono i presupposti, di mantenere l'abitazione continuando a pagare il mutuo. Per questo conviene far valutare la situazione da un avvocato appena i debiti diventano ingestibili, e in ogni caso subito dopo aver ricevuto un atto di precetto o un pignoramento.
Domande frequenti
Chi può chiedere l'esdebitazione?
La persona fisica sovraindebitata meritevole: consumatori, professionisti, imprenditori minori e agricoli. Si ottiene al termine della liquidazione controllata o, per chi non ha nulla da offrire ai creditori, con l'esdebitazione del debitore incapiente, concessa una sola volta.
Quanto dura la liquidazione controllata prima dell'esdebitazione?
L'esdebitazione opera di diritto dopo 3 anni dall'apertura della liquidazione controllata, o alla chiusura se avviene prima, salvo cause ostative accertate dal tribunale.
Con il sovraindebitamento si perde la casa?
Dipende dalla procedura. Nella liquidazione controllata l'immobile di regola viene venduto; con la ristrutturazione dei debiti del consumatore, se ne ricorrono le condizioni, si può mantenere l'abitazione continuando a pagare il mutuo.
Si possono cancellare anche le cartelle esattoriali?
I debiti fiscali e contributivi possono rientrare nelle procedure di sovraindebitamento con alcune regole specifiche. Restano esclusi dall'esdebitazione, tra gli altri, gli obblighi di mantenimento e le sanzioni penali.
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Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un avvocato sul caso concreto.
